Negli ultimi anni l’oro è tornato con forza al centro dell’attenzione. Inflazione, tassi di interesse, tensioni geopolitiche e acquisti delle banche centrali hanno contribuito a sostenere un mercato che continua a muovere quantità e valori considerevoli. Nel secondo trimestre del 2026 la domanda mondiale di oro, comprese le transazioni OTC, ha raggiunto 1.269 tonnellate. Nel primo semestre sono state 2.522 tonnellate, per un valore complessivo record di circa 380 miliardi di dollari. Ma dietro questi numeri esiste una storia meno visibile. È quella che porta l’oro dalla miniera al lingotto. DALLA MINIERA AL MERCATO Prima di arrivare nelle mani del proprietario finale, l’oro può compiere un viaggio molto lungo. Viene estratto, acquistato da intermediari, trasportato, esportato, fuso e raffinato. Può attraversare diversi Paesi e cambiare più volte proprietario. Ed è proprio durante questi passaggi che una domanda apparentemente semplice – “da dove proviene questo oro?” – può diventare difficile da risolvere. Una ricerca sui flussi auriferi africani ha stimato che tra il 2012 e il 2022 gli Emirati Arabi Uniti abbiano importato dall’Africa 2.596 tonnellate di oro che non risultavano dichiarate all’esportazione nei Paesi africani di provenienza. Questo non significa che tutto quel metallo fosse stato estratto illegalmente. Il dato evidenzia però una zona d’ombra nella quale commercio informale, contrabbando, estrazione artigianale e debolezza dei controlli possono sovrapporsi. Il problema aumenta quando l’oro viene fuso e mescolato con metallo proveniente da altre fonti: se le informazioni non sono state conservate lungo il percorso, ricostruire a posteriori la sua origine diventa molto più complesso. PROVENIENZA E TRACCIABILITA’ : COSA SIGNIFICANO DAVVERO C’è quindi una distinzione importante. Il Paese dal quale parte un lingotto non è necessariamente quello in cui l’oro è stato estratto. Per l’oro di nuova estrazione, gli standard internazionali di responsible sourcing considerano infatti come origine la miniera. La tracciabilità riguarda invece le informazioni e i controlli che accompagnano il metallo durante il suo percorso verso il mercato. È qui che entrano in gioco raffinerie, documentazione e standard internazionali. Le raffinerie inserite nella Good Delivery List della LBMA devono aderire a un programma di approvvigionamento responsabile e sottoporsi a verifiche indipendenti annuali. I controlli riguardano, tra gli altri aspetti, provenienza del metallo, operatori coinvolti e rischi legati a riciclaggio, finanziamento dei conflitti e violazioni dei diritti umani. Good Delivery, però, non va interpretato come un semplice “bollino” capace da solo di raccontare tutta la storia di un lingotto. È parte di un sistema più ampio nel quale la qualità delle informazioni raccolte lungo la filiera diventa essenziale. Non a caso, dal 2027 LBMA prevede per le raffinerie Good Delivery una rendicontazione mensile dei dati relativi al Paese d’origine del metallo. QUANDO L’ORO ALIMENTA ECONOMIE ILLEGALI La questione non riguarda soltanto la trasparenza commerciale. Un rapporto pubblicato nel 2026, dedicato a dieci Paesi tra Africa, America Latina e Sud-est asiatico, mostra come le filiere illecite dell’oro possano intrecciarsi con corruzione, riciclaggio, danni ambientali, perdita di entrate fiscali e finanziamento di gruppi armati. Anche qui serve una distinzione: estrazione artigianale non significa automaticamente attività criminale. In molte aree del mondo rappresenta una fonte di reddito per intere comunità. Il rischio nasce quando l’assenza di controlli e di canali legali efficienti permette alle reti illegali di inserirsi nella filiera. Per questo la tracciabilità non è soltanto un tema tecnico. È uno degli strumenti attraverso cui il mercato cerca di mantenere un legame verificabile tra il metallo e la sua storia. SAPERE CHE COSA SI POSSIEDE Tutto questo avviene mentre l’interesse per l’oro rimane elevato. Nel secondo trimestre 2026 gli acquisti netti delle banche centrali hanno raggiunto circa 289 tonnellate, mentre la domanda di lingotti e monete si è attestata intorno alle 307 tonnellate. Sono dinamiche diverse, ma ricordano quanto l’oro continui a svolgere funzioni differenti nel sistema economico: riserva ufficiale, investimento finanziario, bene fisico e strumento di diversificazione. Ed è proprio quando si sceglie il metallo fisico che il prezzo rappresenta soltanto una parte della valutazione. Da dove arriva? Chi lo ha raffinato? Quali standard sono stati applicati? Quali informazioni accompagnano il metallo lungo la filiera? In un mercato globale, nel quale l’oro può attraversare continenti e numerosi intermediari prima di diventare un lingotto, sono domande sempre più importanti. Conoscere il prezzo significa sapere quanto vale l’oro. Conoscerne origine e filiera significa sapere qualcosa in più sull’oro che si possiede. Per approfondire questi temi, leggi il dossier dedicato al mercato dell’oro pubblicato su La Verità il 14 settembre 2026, con l’intervista a Fabiano De Marco, cofondatore di Helior, disponibile nella nostra Area Press. World Gold Council — Gold Demand Trends: Q2 2026Fonti principali
LBMA — Responsible Gold Guidance
LBMA — Gold Bar Integrity: Database Enhancements and Periodic Reporting Timelines
International Institute for Strategic Studies (IISS) — Mapping Risk and Resilience in the Global Illicit Gold